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Degustazione

rosaLa rosa è da sempre simbolo di eleganza, bellezza e fragilità. La sua allure nobile, legata a un fascino atemporale, regala emozioni vere. E come la più luminosa delle pietre, le sue variegate sfumature la rendono molto apprezzata per la molteplicità degli utilizzi. E non a caso, da sempre, i suoi accenti si fondono naturalmente con la maggior parte delle essenze per comporre fragranze sempre diverse fra loro.

Il profumo di rosa non è riproducibile in laboratorio. Nei fiori è il risultato di numerose componenti: attualmente ne sono state scoperte 540.

Sono numerosi i vini rosati che emanano sentori di rosa. E proprio nel vino chiamiamo 'profumo di rosa' un sentore che ha origine in realtà da diverse sostanze volatili odorose di cui la principale si chiama acetato di feniletile. Però com'è brutto, parlando di un fiore come la rosa, usare questo termine. Per questo, per convenzione, non si usano mai i nomi delle sostanze che danno profumi (e cattivi odori) a tutto ciò che ci circonda ma le chiamiamo con i nomi delle cose a cui sono 'attaccate'. Così la rosa ha l'acetato di feniletile, la ciliegia ha la benzaldeide cianidrica, la canfora l'ossido di linalolo e così via. Per questo, quando un vino profuma di rosa, e ve ne sono diversi, noi diremo appunto, profumo di rosa e non d'acetato di feniletile.

Per allenare l’olfatto, utilizzate del vino bianco o rosato e immergete per una mezzora una manciata di petali di rosa tritati. Dopo annusate.

Il profumo di rosa è riscontrabile in numerosi rosati, ma non solo. Segnalo i vini della Valle d’Aosta a base di Petite Rouge e di Premetta, il Colli Euganei Fior d'Arancio, il Colli Piacentini Gutturnio e il Friuli Isonzo rosato.


Giovedì, Dicembre 14, 2017

ELENCO VITIGNI ITALIANI

Rivista IL SOMMELIER

il sommelier n. 3 2016

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