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Degustazione

rosaLa rosa è da sempre simbolo di eleganza, bellezza e fragilità. La sua allure nobile, legata a un fascino atemporale, regala emozioni vere. E come la più luminosa delle pietre, le sue variegate sfumature la rendono molto apprezzata per la molteplicità degli utilizzi. E non a caso, da sempre, i suoi accenti si fondono naturalmente con la maggior parte delle essenze per comporre fragranze sempre diverse fra loro.

Il profumo di rosa non è riproducibile in laboratorio. Nei fiori è il risultato di numerose componenti: attualmente ne sono state scoperte 540.

Sono numerosi i vini rosati che emanano sentori di rosa. E proprio nel vino chiamiamo 'profumo di rosa' un sentore che ha origine in realtà da diverse sostanze volatili odorose di cui la principale si chiama acetato di feniletile. Però com'è brutto, parlando di un fiore come la rosa, usare questo termine. Per questo, per convenzione, non si usano mai i nomi delle sostanze che danno profumi (e cattivi odori) a tutto ciò che ci circonda ma le chiamiamo con i nomi delle cose a cui sono 'attaccate'. Così la rosa ha l'acetato di feniletile, la ciliegia ha la benzaldeide cianidrica, la canfora l'ossido di linalolo e così via. Per questo, quando un vino profuma di rosa, e ve ne sono diversi, noi diremo appunto, profumo di rosa e non d'acetato di feniletile.

Per allenare l’olfatto, utilizzate del vino bianco o rosato e immergete per una mezzora una manciata di petali di rosa tritati. Dopo annusate.

Il profumo di rosa è riscontrabile in numerosi rosati, ma non solo. Segnalo i vini della Valle d’Aosta a base di Petite Rouge e di Premetta, il Colli Euganei Fior d'Arancio, il Colli Piacentini Gutturnio e il Friuli Isonzo rosato.


vanigliaLa vaniglia è un'orchidea originaria del Messico. Il nome deriva dello spagnolo vainilla che a sua volta deriva dal latino “vagina” che significa vagina, guaina, baccello.

I suoi frutti producono la spezia nota come vaniglia. Il profumo è prodotto da una sostanza detta "vanillina". La vaniglia naturale sviluppa un profumo complesso, formato da molteplici tipi di composti aromatici differenti. Tra questi, però è la molecola di vanillina (4-idrossi-3-metossibenzaldeide) che forma e caratterizza l'aroma della vaniglia.

La stessa sostanza si trova anche nelle cellule legnose di molti alberi e in particolare negli alberi di rovere. Il legno delle botti è all’origine degli aromi di vaniglia presenti nei vini, siano essi rossi o bianchi, come conseguenza dell’utilizzo di botti di rovere. L’apporto di vanillina al vino da parte del legno dipende sia dal tempo di permanenza del liquido nel contenitore, sia dalla dimensione dello stesso: una barrique da 225 litri, infatti, sarà in grado di trasferire sentori di vaniglia al vino più rapidamente di una grande botte contenente diversi ettolitri.

È opportuno che la presenza dell’aroma di vaniglia nel vino sia il più possibile discreta e non invadente, capace di contribuire all’armonia e all’equilibrio dei profumi e del gusto arricchendone la complessità senza eccessi.

Tutti conosciamo il profumo di vaniglia per averlo sentito un'infinità di volte. Proprio questo, però, può rendere incerta l'identificazione. Sentiamo un profumo che sappiamo di riconoscere ma fatichiamo ad associarlo a un nome. Per questo motivo, come per ogni altro aroma, prima di cercarlo nei vini, in cui e sempre accompagnato da altre sensazioni, è bene allenarsi dove siamo certi di poterlo trovare ben distinto, servendoci delle soluzioni di riferimento. In questo caso può essere preparata aggiungendo ad un bicchiere di vino due gocce di estratto di vaniglia, oppure un pizzico di vanillina in polvere.

Provate anche a realizzare due soluzioni di riferimento diverse, utilizzando un bicchiere di vino rosso ed un altro di vino bianco, in modo da poterne apprezzare il diverso effetto.

A questo punto, sarete pronti a cercare di individuare lo stesso profumo in un Recioto di Soave o in un Amarone della Valpolicella classico riserva.

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Giovedì, Dicembre 13, 2018

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