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Gusto diVino

decantazione 2Va molto di moda regalare decanter, ma pochi sanno esattamente a cosa serve la decantazione e come va usato l’attrezzo. Lo scopo principale della decantazione consiste nel separare un vino da eventuali sedimenti. Questi depositi si formano soprattutto all'interno delle bottiglie di vino rosso che sono soggette a lungo invecchiamento. Per altre tipologie di vino è bene servire direttamente la bottiglia.

Dunque, con la decantazione il vino viene trasferito dalla bottiglia ad una caraffa o ad un "decanter", in modo che i depositi rimangano nel contenitore originale.
Questa operazione consente anche di
ossigenare in maniera rapida i vini maturi, i cui profumi – essendo rimasti a lungo in ambiente chiuso – hanno bisogno di essere risvegliati grazie all’interazione delle molecole di ossigeno con la superficie del vino, incrementata dalla forma particolare della caraffa.

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L'importanza della Degustazione e la qualità del vino.
Possiamo rimanere affascinati di fronte a un quadro o a una scultura, rapiti dalla bellezza di una poesia e dei suoi versi, oppure incantati dall'ascolto di una sinfonia. Allo stesso modo, un può regalare ai sensi le stesse sensazioni, le stesse emozioni. Ogni vino, ogni cibo, ogni bevanda, è capace di suscitare emozioni attraverso i sensi, siano esse negative o positive, proprio come un quadro o una poesia.
La Degustazione del vino non è solamente un momento di piacere indotto dalla bevanda. Essa è anche un atto di cultura e di rispetto sia per i mezzi e i materiali che compongono l'oggetto della degustazione, sia per le persone, i luoghi, le idee e la tradizione che ne hanno consentito la creazione. Inoltre, è un atto di rispetto verso sé stessi, alto e nobile, poiché aumenta la propria consapevolezza relativamente a quello che offre nutrimento per il corpo e lo spirito.

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Prosecco - bicchieriIl Prosecco va molto di moda. Domanda: come si chiama il vitigno del Prosecco? Risposta: prosecco. E invece no! Si chiama “glera”. Come è possibile? Facciamo un passo indietro nella storia. Il vitigno proviene dalle parti di Trieste, in zona carsica, da una località chiamata Prosecco. Qui il vitigno viene chiamato “glera”. Chiave di svolta fu una terribile gelata nel 1709 che distrusse i vigneti del Veneto. Si pensò di reimpiantare altre varietà, più produttive, ed ecco citato tra i testi del 1700 il Prosecco. E così il vitigno arrivò in provincia di Treviso, dove i vignaioli lo chiamarono appunto “prosecco”. La coltivazione si spinse fino ai Colli Euganei dove, invece, è conosciuto con il nome di “serprino” o “serprina”.
Dunque in provincia di Treviso sia il vino che il vitigno si chiamavano “prosecco”. Il vino era la DOC (Denominazione di Origine Controllata) Conegliano Valdobbiadene e la zona di produzione sostanzialmente coincideva con il territorio della provincia trevigiana, in particolare con quel complesso di colline ora dolci ora impervie che dividono la Marca Trevigiana dalla vallata del Piave tra Belluno e Feltre e che ha come epicentro l’abitato di Conegliano.
 

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Lunedì, Aprile 23, 2018

ELENCO VITIGNI ITALIANI

Rivista IL SOMMELIER

il sommelier n. 3 2016

IL METEO VICENZA