Tra i vigneti di Franciacorta
Splendida uscita sabato 19 marzo dei soci FISAR, Delegazione di Vicenza, nelle terre e cantine di Franciacorta. Il tempo bellissimo ha consentito di trascorrere una giornata all’aria aperta tra i colori e i profumi delle colline moreniche.
Prima tappa: visita ai vigneti e alla tenuta Casa Caterina dei fratelli Aurelio e Emilio Del Bono a Monticelli Brusati. L’azienda è a conduzione biodinamica, in tutto sette ettari, e produce 20.000 bottiglie. La cosa sorprendente è che nonostante si sia in Franciacorta, e che producano bollicine, i Del Bono hanno rinunciato alla D.O.C.G. e a tutti i vantaggi che ne conseguono. Coltivano decine di vitigni, e fanno produzioni da mille bottiglie.  I vini, a dosaggio zero, hanno una lunghissima maturazione sui lieviti; per i Del Bono il fattore tempo è fondamentale. Le bottiglie vanno a ruba, nonostante non vengano via a poco. In azienda non c’è niente di glamour (leggi “fighetto”), è tutto molto rustico, ma i vini hanno forza e sentimenti, e uno dei crucci di Aurelio è che siano troppo pochi per soddisfare tutti, e quando lo dice sembra davvero dispiaciuto.
Seconda tappa a Coccaglio in visita a Castello Bonomi, una cantina che ha fatto della qualità senza compromessi il punto di arrivo da guadagnare ad ogni costo e la Cuvèe Lucrezia Etichetta Nera Millesimato 2004, Riserva di 70 mesi, rappresenta, il segno più alto. Una qualità che si misura: in protratte maturazioni sui lieviti, in una freschezza che si mantiene negli anni, in una longevità straordinaria, tanto che la qualità è garantita per 10 anni dalla sboccatura da certificati allegati alle bottiglie. I Franciacorta di Castello Bonomi sono vini che si riconoscono ad occhi chiusi per le note minerali donate dal terroir unico in cui nascono, un terreno gessoso, vigne selezionate da cloni antichi perpetuati nel tempo e un microclima particolare – a Castello Bonomi, fatto unico in terra lombarda, dove crescono i capperi. Sempre dal Pinot Nero nascono, a Castello Bonomi il Rosè (un altro Pinot Noir in purezza di rara grinta), il Millesimato che si degusta come Dosage Zero (50% di Pinot Nero, 50% Chardonnay); il Cruperdu, orgoglio nonché vera e propria stella della cantina, Franciacorta amatissimo per l’inconfondibile accento minerale, il profumo di crosta di pane accompagnato da sensuali note di frutta tropicale (con un 30%di Pinot Nero e il 70% di Chardonnay).
Infine, tappa alla cantina di Contadi Castaldo ad Adro. I vini dell'azienda sono rappresentativi dell'eccellenza produttiva della Franciacorta. Contadi Castaldo nasce nel 1987, il progetto prende vita dall’attività imprenditoriale del gruppo Terra Moretti e dalla volontà del suo fondatore, Vittorio Moretti, che riconosce la forte vocazionalità di questo territorio per la produzione di grandi vini spumanti. Forte dell’esperienza Bellavista, il gruppo sviluppa un’intensa attività di ricerca sulle unità vocazionali della Franciacorta ed intraprende un percorso innovativo che porterà Contadi Castaldo a diventare leader nella produzione di una tipologia particolare di Franciacorta, il Satèn.
L’azienda raccoglie e vinifica le pregiate uve provenienti da oltre 100 ettari di vigneti, siti nei comuni che un tempo corrispondevano alle contee di Franciacorta, dette “contadi”, e che venivano gestiti dall’antico signore di quei luoghi, il “castaldo”. Con una formula unica nel panorama franciacortino, Contadi Castaldo ha stretto contratti di collaborazione continuativa e pluriennale con circa 40 viticoltori conferenti, che sono seguiti dallo staff tecnico dall’impianto sino alla raccolta delle uve; il più importante vantaggio che ne deriva è quello di poter sfruttare al massimo la variabilità territoriale, consentendo di ottenere vini-base dalle caratteristiche diverse tra loro per una maggior potenzialità compositiva delle cuvée. Contadi Castaldo, nata dieci anni più tardi rispetto a Bellavista ha differenziato molto la sua produzione di bollicine puntando sull’innovazione e su un target giovane.
Giovedì, Dicembre 14, 2017